ecommerce o marketplace?

Vendere online: meglio sul tuo ecommerce o su un marketplace?

 

Si sente sempre parlare di ecommerce, molto meno di marketplace. Anzi, credo che il termine sia appannaggio (quasi) esclusivo dei tecnici e degli esperti. Devo confessare che anche io ho scoperto che quella roba là si chiamava marketplace dopo parecchio tempo che ci avevo a che fare, da utente.

Ma in Italia, funziona?

L’e-commerce può essere il nuovo eldorado, la crescita in Italia è a doppia cifra da anni, ma i ritardi restano preoccupanti. Il fatturato complessivo del settore si è attestato a 13,3 miliardi di euro per il 2014 (+20% annuo), gli acquirenti online sono passati in tre anni da 9 a 16 milioni.Ci sarebbe da fare festa se non fosse che le imprese italiane che vendono online sono solo il 4% del totale (Fonte: IlSole24Ore)

 

E’ dunque una buona strada. Ma quale via scegliere? Apri un negozio online sfruttando il tuo sito web, oppure ti affidi ad Ebay, Amazon ed affini?

Oggi vorrei appunto cercare, grazie anche a qualche informazione che ho trovato online, di sintetizzare i due mondi così da aiutarti (spero) a trovare il tuo modo migliore nel complesso àmbito del commercio elettronico.

Che differenza c’è tra ecommerce e marketplace?

C’è da dire che sulla rete spesso non si fa differenza e si parla anche di  Ebay o Amazon, giusto per citare i più celebri, come di e-commerce. Nella realtà non è così.

Quello che differenzia un e-commerce da un marketplace è anche una misura di grandezza: non tanto rispetto al volume di affari, quanto piuttosto ai “magazzini”, ovvero alla tipologia di prodotti che il negozio digitale gestisce o alla quantità di fornitori che raggruppa.

Un ecommerce gestisce un solo o pochi fornitori e generalmente i prodotti sono di settore (ad esempio solo vini ma anche solo vini di una certa etichetta). In più l’ecommerce solitamente ha un team che gestisce direttamente le transazioni, il marketing e la pubblicità ed anche i rifornimenti di magazzino, qualora ve ne sia la necessità (non, naturalmente se si tratta di servizi).

Un marketplace, invece, raggruppa molti e-commercianti autonomi e spesso prodotti o servizi appartenenti anche a categorie merceologiche differenti. Solitamente il portale non gestisce direttamente le transazioni che invece finiscono nella contabilità di chi vende il prodotto o servizio. Il maketplace è sostanzialmente un gestore: ha il potere di abilitare il meccanismo di compravendita, ma non agisce su questo.

Scommetto, però, che conoscere queste differenze non ti è sufficiente per capire se ti conviene aprire un tuo e-commerce oppure affidarti ad un marketplace. Hai ragione. Vediamo allora vantaggi e svantaggi dell’una e dell’altra piattaforma.

Vantaggi e svantaggi di un ecommerce

ecommerce regole

Il primo, indubitabile, vantaggio di avere un tuo ecommerce è quello che potrai realizzarlo come meglio credi, studiandone un visual coerente con il tuo marchio e rendendolo esso stesso strumento di branding.

Se hai già un negozio fisico avviato, ad esempio, l’ecommerce potrà essere per i tuoi clienti un modo di avere la reperibilità dei prodotti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Naturalmente questo funziona di più se lavori su una nicchia di mercato e se hai già un bel gruppo di clienti affezionati che ti aiuteranno a far decollare il tuo mercato online.

Se invece quello che vendi sono servizi, potrai più facilmente gestire il tuo negozio online (giacché non dovrai fare i conti con magazzini, forniture e spedizioni). Questo ti potrà garantire una diffusione geografica più ampia dell’offerta ed un miglioramento della tua brand reputation.

Però… ci sono diversi però.

#1. Un ecommerce non vende solo per il fatto di essere online, questo significa che dovrai lavorarci sodo, esattamente come già fai sul tuo sito web oppure come hai fatto quando hai aperto il negozio fisico: inizia a pensare che ci vorrà un budget da dedicare alla pubblicità ed al marketing. Naturalmente, se credi anche tu che sia la scelta migliore, potrai lavorare direttamente sul marketing digitale, spendendo un po’ di meno e (lo dico?… Lo dico…) usando le risorse in modo più efficace.

#2. Potrai acquisire nuovi clienti ovunque, ma per farlo dovrai lavorare sulla SEO e sull’inbound marketing. E’ un punto che ti dovrà essere chiaro sin dall’inizio: non puoi pensare di fare tutto da solo, anche se sei uno smanettone. La cosa migliore che potrai fare per il tuo mercato online sarà quello di farti consigliare da professionisti del settore prima di procedere a tentativi. Dunque oltre al lavoro sul tuo ecommerce dovrai lavorare sodo sul sito e sul tuo blog per portare sempre più visitatori a scoprire il tuo negozio.

Online potrai acquisire molti nuovi clienti, ed è verissimo, ma si moltiplicheranno anche i tuoi concorrenti, pertanto ti converrà sin da subito partire con tutto ciò che ti occorre per ottenere visibilità online, tarato alla perfezione. Chi può esserti utile? Un SEO, uno specialista di digital marketing, oppure una new media agency che potrà aiutarti anche a realizzare il portale ecommerce.

#3. Dovrai dedicare del tempo e probabilmente una nuova risorsa al processo di vendita online ed è quello che ti auguro. Mi spiego: aprire un ecommerce costa (non quanto un negozio fisico, d’accordo…) ed è un investimento nella misura in cui il ritorno sarà vantaggioso per la tua azienda. Naturalmente, se il volume d’affari cresce, sarà necessario dotarsi delle risorse (umane e materiali) per gestire il mercato online come se si trattasse di una filiale.

Vantaggi e svantaggi di un marketplace

oggetti mall

Chiarisco subito un punto: non sto parlando di usare il marketplace come il posto dove ogni tanto rivendi il tuo vecchio cellulare usato. Sto parlando di usarlo come un negozio, per fare affari.

Uno dei principali vantaggi di un marketplace è senza dubbio legato alla fiducia: il cliente medio si pone meno problemi ad acquistare su un marketplace piuttosto che su un piccolo ecommerce. Il grande “nome” sembra essere garanzia di protezione dei dati, di sicurezza nelle transazioni, anche se – nel caso del marketplace – la cosa c’entra meno di quel che si pensa. Tuttavia è la sensazione quella che conta.

E’ vero dunque che, seppur sia una ritrosia tutta italiana, per chi si occupa di business è più conveniente rispondere ad una necessità del mercato, piuttosto che lavorare per scardinare le (cattive) abitudini che la generano (mi sa che ho appena scritto una cosa da twittare :)).

Il marketplace, inoltre, ti consente di aprire il tuo negozio online senza necessariamente avere un sito web e lavorarci su. Da un lato questo costituisce un gran risparmio di tempo e risorse ma prima di gridare “hurrà!”, domandati se ti conviene davvero.

Dunque marketplace sia, se questa è una necessità della tua attività, ma attenzione, non ci sono solo vantaggi:

#1. Il marketplace ti rende “anonimo” ovvero ti rende “uno dei tanti venditori (merchant) presenti sul portale. Cerca di ricordarti il nome del venditore presso il quale hai fatto il tuo ultimo acquisto su Privalia o Blomming… difficile andarlo a ripescare nei ricordi. Non puoi scegliere il template, non avrai il tuo bel marchio in evidenza, ma sarai “un pezzo” del marketplace.

#2. Essere su un marketplace non significa automaticamente vendere. E’ vero, come ci ricorda questo bell’articolo sul blog di Prestashop, che essere su un marketplace consente al venditore di accedere ad un grande traffico. Ma attenzione: non è traffico profilato, ovvero non è detto che chi approda a queste piattaforme cerchi proprio il tuo prodotto. Inoltre non sempre ti troveranno, anzi spesso, per risalire la china della lista di prodotti e comparire tra i primi offerti per la categoria che ti riguarda, è necessario investire in pacchetti di visibilità interni al marketplace.

#3. Su un marketplace la concorrenza è più vicina. Essere su un grande sito di e-market è come essere sugli scaffali di un centro commerciale: questo potrebbe porti in diretto contatto e prossimità con marchi più famosi. Se da un lato la cosa può anche aumentare la tua reputation (più che altro puoi farti il figo con gli amici), dall’altro il rischio è di essere praticamente oscurato dal brand più noto che ti starà proprio affianco. E’ la dura legge del mercato, direbbe qualcuno.

Quali sono gli Ecommerce ed i Marketplace più popolari?

E’ una domanda da porsi, secondo me, da un lato per studiare il metodo che alcuni hanno usato per raggiungere il successo e per lavorare su business da capogiro, dall’altra per verificare le opportunità che il web offre.

Ecco allora una fotografia dei portali di mercato elettronico più popolari al momento in Italia (fonte Casaleggio associati).

dati ecommerce aprile 2015

 

In testa, praticamente incontrastati, i “giganti” Ebay e Amazon, giustamente classificati come “centri commerciali”, ovvero marketplace. Segue sul podio, confermando il dato secondo cui, in Italia, il maggior numero di acquisti online avviene sul settore turismoBooking.com.

E’ interessante notare come l’ecommerce del marchio Tre sia al quarto posto registrando addirittura più accessi di Booking.

Avere successo? Ce la puoi fare, purché…

Se hai in mente di aprire un ecommerce o aderire ad un marketplace dovresti tenere presenti quello che ti sto per dire. Ci sono moltissimi negozi online ma oltre il 90% di essi è destinato a non avere successo (sono stata clemente con le percentuali) per cui:

  • Rifletti bene: un ecommerce può anche non essere la soluzione migliore per la tua attività. Fatti consigliare da professionisti e non pensare solo al fatto che “fa fico” averne uno.

 

  • Non fidarti di chi ti promette guadagni-lampo o miracoli in pochi mesi con uno dei due strumenti: la corretta informazione del cliente prevede anche l’esplicitazione di criticità e difficoltà legate al settore che, in verità, sono molte.

 

  • Ci sono casi di grande successo ed è vero. Ci sono ecommerce che guadagnano milioni di euro. Sono pochi, hanno una precisa strategia di marketing alle spalle, si rivolgono ad una nicchia di mercato, hanno alle spalle un team cazzuto. Puoi iniziare dall’individuare questi tre elementi…

 

Ora la parola a te. Hai un ecommerce? Ti piacerebbe aprire un negozio online? Qual è la tua esperienza con i marketplace?

8 Comments
  • Michele

    20 aprile 2015 at 8:27 Rispondi

    Ciao, esistono alcune piattaforme che forniscono un eCommerce personale (indirizzo web diretto) più un marketplace. Cosa ne pensi di questa soluzione? Potrebbe essere un buon compromesso?

    Saluti.

    • lisa

      20 aprile 2015 at 8:47 Rispondi

      Ciao Michele, benvenuto e grazie per aver posto questa domanda.
      Come ho raccontato nell’articolo, secondo me, non c’è una soluzione migliore di un’altra di principio. Le piattaforme come quelle alle quali fai riferimento sono un’ottima soluzione per aprire al commercio online. Credo che l’interrogativo più grande che un’azienda od un professionista debba porsi in merito sia relativa all’utilità dell’investimento, in primo luogo, ed alle specificità del mercato di riferimento.
      Nelle risposte a queste domande credo si celi la soluzione al dilemma posto dal mio articolo e precisato dal tuo intervento, non credi?

  • Michele

    20 aprile 2015 at 13:54 Rispondi

    Credo che tutto sia racchiuso in queste poche parole “utilità dell’investimento”.

    Vorrei porti all’attenzione la mia esperienza. Sono gestore di una piattaforma che permette di creare un proprio eCommerce ed entrare a far parte di un grande marketplace, il tutto gratuitamente. Ciò nonostante vedo una grande indifferenza da parte di molte aziende italiane, tu come lo spieghi? Se non è una questione economica , il fatto che pensino addirittura che sia tempo perso è abbastanza drammatico, non trovi?

    • lisa

      23 aprile 2015 at 13:26 Rispondi

      Ciao Michele grazie per avermi scritto.
      Le aziende italiane che decidono di investire sul web sono ancora pochissime. Non parlo naturalmente del fatto di avere un sito web (sono il 70% circa quelle che lo hanno), perché sai bene che questo può anche significare non avere nulla: il web è pieno di “siti vetrina” inefficaci, inerti, inutili (scusa la brutalità). Investire sul web significa pensarla in modo diverso e partire da un piano di marketing che prende in considerazione argomenti ed obiettivi diversi da quelli che fino a ieri erano stati considerati. Credo che la crisi ci sia molto d’aiuto in questo; se quello che hai fatto fino a ieri non funziona più significa che è arrivato il momento di cambiare.
      Cambiare però costa fatica, è scomodo, spesso poco carino nei confronti di alcuni dipendenti e comporta ad un periodo di adattamento non sempre spensierato.
      Tutto ciò non sempre è immediato ma credo che le nostre PMI siano sulla buona strada: stringi i denti e resisti ancora qualche tempo. Presto investire sul web sarà una conditio sine qua non, esattamente come – per molti – avere in casa la TV, il telefono o un cellulare. Sei d’accordo?
      Questo, ovviamente è il mio pensiero.

  • Mauro Ronci

    20 aprile 2015 at 20:04 Rispondi

    Non sono un e-commerce manager, ma avendo una laurea in economia (marketing) ad avendo approcciato al web-marketing da poco (ma con immenso entusiasmo) è stato comunque molto interessante leggerlo. Molto dipende se hai in piedi un progetto di branding: se punti molto nel marchio e nella tua immagine il proprio e-shop mi sembra decisamente un passo obbligato. Ma, di certo, anche gli investimenti lievitano. Se punti solamente ad una “elevata rotazione delle merci” (reminescenze di supply chain 😉 ) beh allora, il marketplace potrebbe essere una buona scelta. Sbaglio? A presto.

    • lisa

      23 aprile 2015 at 13:27 Rispondi

      Mauro, ti dò ragione al 100%. Su un marketplace potrebbe perdersi un discorso legato alla brand reputation, anche se si stanno sviluppando dei marketplace che ti permettono di realizzare “il tuo sito”, ovvero una pagina personale, dove il tuo logo ed il tuo brand hanno il loro spazio. E non parlo di Ebay negozi, ovviamente… 😀

  • emi

    21 aprile 2015 at 19:44 Rispondi

    Intanto complimenti, ottimo articolo.
    Volevo chiederti se in ambito B2B, il discorso è ancora valido o pensi che un marketplace specializzato possa convenire di più rispetto ad un ecommerce B2B? La sensazione che ho è che non è così facile andare a pescare clienti aziendali.

    • lisa

      23 aprile 2015 at 13:27 Rispondi

      Domanda difficile, la tua! 😀
      Il mondo del business-to-business è complicato e meriterebbe un’attenzione specifica. Il mio articolo l’ho scritto pensando soprattutto al mondo BtoC, devo essere sincera.
      Credo che però che la storia in questo caso ci sia d’aiuto.
      I marketplace “puri” sono nati proprio come piattaforme BtoB, ed erano differenti dai cosiddetti “Mall” (business-to-consumer) che hanno però l’aspetto degli odierni Amazon o Ebay, ovvero grandi centri commerciali con tanti negozi virtuali (queste notizie le ho prese da un rapporto della Camera di Commercio di Milano di qualche tempo fa che raccontava in proposito).
      Magari questo potrebbe significare che non è detto che i marketplace specializzati siano meno efficaci di un ecommerce. Sull’ecommerce c’è sempre il problema del ROI da tenere sott’occhio e bisogna lavorare tanto, tantissimo sul digital marketing e sulla brand reputation per tenere botta sulla concorrenza. Insomma una mole di lavoro che forse, un po’, il marketplace sgrossa.
      Quello che penso rispetto al BtoB è che sia necessaria, a fianco di una stazione di compravendita di qualunque natura, una strategia molto centrata sul passaparola ovvero sulla content strategy e sulle digital PR, sulle quali ho la sensazione che non si possa soprassedere.
      Spero di averti risposto.
      Un saluto e continua a seguirmi!

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