Marketing del vino e del territorio: sviluppare il tuo business

Agriturismi, fattorie didattiche, locande e wineries. Vacanze per tutte le tasche ma legate ad un denominatore comune: la passione per il vino e per l’enogastronomia di qualità.

E’ un trend, quello del viaggio all’insegna dei piaceri della tavola che sta prendendo sempre più piede, specie tra gli stranieri, che scelgono l’Italia non più solo per la storia e l’arte, ma anche per deliziare cuore e palato alla scoperta della cultura dell’enogastronomia e della dieta mediterranea.

Nel 2013 il giro d’affari legato al turismo del vino è stato quantificato tra i 4 ed i 5 miliardi di euro, un valore assolutamente notevole ma giudicato ancora al di sotto delle reali potenzialità del nostro Paese, che sarebbero due o tre volte superiori.

Dati dell’ultima Wine Tourism Conference che si è tenuta lo scorso novembre in California, dicono che i flussi legati al turismo del vino nel mondo coinvolgono circa 20 milioni di persone, ma solo 3 milioni di queste parlano italiano.

L’enoturismo funziona, ma… Qual è il problema dell’Italia?

Un patrimonio artistico e culturale impareggiabile, il podio per siti protetti dall’Unesco, primati a iosa per numero di vitigni, per produzione enoica, per numero di Dop e Igp, ma questo, a quanto pare, non basta al nostro Paese per diventare il punto di riferimento nel mondo per il settore food&wine travel.

Qual è il problema? Una domanda che molti si pongono e forse ti sei posto anche tu, se gestisci un’attività turistico-ricettiva oppure sei un organizzatore di tour legati al tuo territorio e alle sue meraviglie.

Per capire quale o quali sono i problemi legati al turismo voglio prima metterti al corrente dei dati che ho aggregato da un’analisi globale di Eurostat insieme ad altre fonti autorevoli e che raccontano la situazione in Italia.

turismo italia flussi

Fare bene si può e il web non è (solo) un obbligo

“Ho un bed&breakfast e devo fare il sito, come posso spendere il meno possibile?”

“Ho un hotel ma il sito mi serve solo come vetrina…”

Vuoi sapere cosa rispondo a richieste così? Risparmia i tuoi soldi e facci qualcos’altro. Magari cerca una vacanza su internet e parti.

Appunto. Nel mondo le vacanze si vendono sul web e anche in Italia il comparto turistico è uno dei canali di maggior sviluppo di ecommerce e vendite online in generale. Biglietti, strutture ricettive e percorsi sono ciò che le persone acquistano di più in digitale.

Se guardi l’infografica che ho realizzato per questo articolo potrai notare che la vendita online di prodotti turistici si attesta intorno al 27% del totale del commercio web, con un incremento del 25% nell’ultimo anno.

Ma vendere grazie al web non significa solo avere un ecommerce. Anzi, lo dico forte…

Vendere sul web non significa avere un ecommerce

Pensare solo all’ecommerce quando si parla di business online è più o meno come pensare che avere in mano il citofono nuovo sia come aver già comprato casa (e scusa l’esempio idiota, ma è proprio così).

Per avere un buon riscontro di vendite e di ritorni occorre una strategia che implica molte più azioni che creare un bel sito, magari anche fatto bene, e spedirlo in orbita (nel web).

Per sviluppare il tuo business nell’enoturismo o nell’enogastronomia ti servità individuare almeno un segmento del mercato verso il quale muovere i tuoi sforzi di comunicazione e marketing, almeno per incominciare.

Come ho più volte raccontato su questo sito, così come nei miei contributi al sito di Argoserv dove tratto di  food&wine marketing, è assolutamente imprescindibile individuare una nicchia di mercato alla quale rivolgersi. Pensaci bene: individuare un gruppo di persone ristretto che rappresenta perfettamente il tuo cliente ideale, ti rende molto (ma molto!) più semplice far arrivare il tuo messaggio a destinazione, in modo efficace.

Avere la presunzione (sic!) di parlare a tutti potrebbe comportare un enorme sforzo economico ed un ritorno davvero deludente. Cosa fare, allora, per non sbagliare?

Sviluppa il tuo business, parti da queste 5 azioni!

marketing budget azioni

1# Budget

Scusa se sono ovvia ma capita anche di sentire di progetti che vorrebbero nascere senza budget oppure con un budget assai limitato rispetto all’idea di azioni che si vogliono compiere.

Non è detto che un progetto no-budget oppure low-budget sia da escludere a priori. Per trovare fondi ci sono mille strade, dai bandi di finanziamento (pubblici e privati) al crowdfunding, puoi scegliere il metodo che si accorda meglio al tuo progetto.

Avere idea di quante sono le risorse a disposizione e di quante ne occorrono realmente, è un buon modo per iniziare e per avere idea di quanto dovrai investire potrai chiedere dei preventivi e capire su che cifre dovrai muoverti. Già, preventivi. Ma per fare cosa, esattamente?

2# Studiare, ovvero conoscere gli strumenti

Per prendere le decisioni nel modo migliore sarebbe opportuno che tu fossi al corrente degli strumenti a disposizione. Non è detto, infatti, che il tuo webmaster oppure lo sviluppatore del tuo ecommerce sia in grado di darti un consiglio sulla strategia di marketing da utilizzare o sugli strumenti che potrebbero esserti utili a far crescere il tuo business.

Non è necessario che tu diventi un esperto, ma se sai di cosa si parla quando ti confronti con il tuo consulente è assolutamente meglio.

Come fare? Leggi tanto, segui questi siti web che ti parlano di tutto quel che c’è da sapere sull’argomento web business oppure segui un corso qualificato che ti consenta di avere un’infarinatura generale.

Un’idea in proposito? Web4Business, il prossimo 27 giugno a Siracusa (www.w4business.it): ci sarò anch’io.

3# Ognuno fa il suo mestiere

Tanto per darti un altro dei miei esempi balenghi, pensa al lavoro dell’architetto e del carpentiere. L’architetto progetta e conosce i materiali che il carpentiere usa, sa in teoria come si costruisce una casa ma non sarebbe in grado di farlo praticamente. Così il carpentiere realizza il progetto al meglio, lo mette in opera, ma non sarebbe in grado di metterne su uno di suo pugno. Se ognuno fa il suo mestiere tutto si svolge al meglio e la casa viene su solida.

I guai incominciano se il carpentiere fa di testa sua oppure l’architetto si mette a lavorare di cazzuola. Non può funzionare, sei d’accordo?

Così dovresti scegliere i consulenti giusti che ti aiutano a realizzare il tuo progetto. Puoi optare per un professionista oppure per un’agenzia (leggi questo post che ti spiega quando è da preferire l’uno o l’altro) ma ricorda di non chiedere a chi ti aiuta di fare cose che non sa fare.

4# Lavora sulla SEO = fatti conoscere = diventa un riferimento = raggiungi il successo!

Questa equazione, che fa una traduzione in parole povere di quella del grande Fabio Di Gaetano (SEO = Visibilità = Contatti = Opportunità = Vendite. Se vuoi leggerne di più clicca qui), ti dà l’idea di quello che ti aspetta se vorrai davvero lavorare sulla tua idea di enoturismo o turismo enogastronomico puntando molto sulla SEO.

Conoscere questo modo di fare marketing, ovvero di rendere noto il tuo business, ti permetterà di raggiungere importanti risultati con un investimento più contenuto rispetto a pubblicità o campagne a pagamento. Tuttavia, come ripeto spesso ai miei clienti, questa è una strategia che impiega tempo per svilupparsi. 

Metaforicamente, questa strategia NON è come un fast-food dove è tutto già pronto e pre-preparato ma piuttosto un ristorante gourmet, dove i cibi sono elaborati al momento, selezionati al fornitore, impiattati con cura e quindi impiegano tempo per arrivare al tavolo. L’obiettivo è la soddisfazione e la cura dei clienti: si ricorderanno di te, ne parleranno bene ed il tuo ristorante resterà aperto per molti, molti anni.

#5 Elabora un piano di marketing preciso e… seguilo!

Programmare le azioni significa non trovarsi nella spiacevole situazione di dimenticare qualche ingrediente fondamentale per la ricetta. Programmare significa, inoltre, trovare il tempo giusto per fare tutto senza avere ansie e preoccupazioni. Programmare significa essere consapevoli dell’impegno che ci vorrà.

Per costruire il tuo piano di marketing dovrai pensare a tutte le azioni e compiere un’analisi seria e ponderata di quello che potrà favorire o contrastare la tua attività, dei tuoi competitor, ovvero di quelli che sul mercato fanno la stessa cosa che fai tu e/o magari si rivolgono al tuo stesso pubblico di riferimento.

Se un piano l’hai già fatto, ma anche se devi ancora elaborarlo, ti consiglio di leggere questo mio articolo che ti pone 11 domande fondamentali per capire se sei sulla strada giusta con il tuo piano e con la tua strategia.

Se sei interessato al marketing del vino e del territorio ti consiglio di seguire questa rubrica che curo sul sito web di Argoserv

L’importanza delle collaborazioni

Quello che non capisco di molte attività nel turismo, nell’enoturismo o nell’enogastronomia è come  restino trincerate dietro il proprio brand e non escano mai fuori per stringere partnership, per fare rete, per avviare delle collaborazioni.

Se il tuo splendido wine resort si trova in un borgo remoto dell’Umbria ed offre solo degustazioni e pernotti, a esempio, potrebbe essere interessante provare a lavorare in partnership con altre strutture simili, in altre zone non troppo distanti, per confezionare pacchetti per gli appassionati di vino. Nello stesso modo potrai lavorare con attività locali per offrire possibilità sportive (equitazione, passeggiate in bici, quad, o quello che vuoi tu) che completino la tua offerta.

Potresti iniziare subito, anziché aspettare l’agenzia tal-dei-tali oppure tour operator di turno. E’ un modo per far conoscere il tuo brand, per incrementare la tua offerta, ma soprattutto per offrire un servizio in linea con gli standard degli altri Paesi meta di turisti.

Mettiti nei panni del visitatore/turista che costituisce il tuo cliente ideale: cosa ti piacerebbe trovare? Quali servizi vorresti? Come preferiresti essere accolto?

Case history: Majellando

majellando majella trail

Per capire cosa intendo a proposito di turismo ed attività che collaborano, ti invito a guardare quello che fa il mio amico Marcello Natarelli con la sua attività Majellando (qui la pagina Facebook, origine della sua attività) che in pochi mesi ha radunato tanti appassionati di trail (corsa) in montagna, richieste di collaborazione da importanti brand di abbigliamento sportivo e partecipazione ad eventi di settore.

Ora tocca a te e alla tua attività. Quali sono i punti che credi più importanti? Hai già messo in pratica alcuni di questi passaggi? Quali ti hanno convinto, quali no?

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