Bene il Montepulciano d’Abruzzo nel mondo e in Usa scoppia la moda del Cerasuolo

I Vini d'Abruzzo piacciono al mondo: l'export traina il settore

I compratori esteri arrivano in Abruzzo per un evento BtoB tutto dedicato al vino della nostra regione. Un vero banco di prova per cantine ed export manager locali.

Il Montepulciano si conferma il vino di maggiore appeal, ma piacciono anche i bianchi autoctoni: è quanto emerso da due giorni di trattative con i compratori esteri – 560 appuntamenti in un giorno e mezzo di incontri business to business – a conclusione dell’Evento Wine del Siaft 5, promosso dall’Agenzia di Sviluppo della Camera di Commercio di Chieti nel centro espositivo dell’ente camerale. 

La sorpresa sono state le visite alle aziende vitivinicole, non inserite nel programma, ma richieste a gran voce dai buyer esteri e prontamente allestite dall’organizzazione. Oltre al consueto interesse per il Montepulciano d’Abruzzo, la delegazione giapponese ha prestato grande attenzione ai vini bianchi che cominciano a imporsi a dimostrazione che i risultati dell’evoluzione nel mondo enologico abruzzese raccoglie i primi frutti e comincia a scalzare il monopolio di Veneto e Friuli.

L’estero chiede le nostre tipicità

“Il vino del centro sud si sta riscattando – spiega il presidente Ais Abruzzo, Associazione italiana sommelier, Gaudenzio D’Angelo, partner dell’evento – L’estero comincia a chiedere la tipicità: i vini autoctoni sono il pezzo forte. “La tendenza dei compratori esteri che ho conosciuto in questi giorni- dichiara Chiara Ciavolich, erede e titolare dell’omonima azienda di Miglianico (Chieti) – è la richiesta di qualità e tradizione. Molti buyer inglesi e danesi hanno voluto visitare l’azienda di famiglia. Il vino più attraente resta il Montepulciano, mentre il Cerasuolo piace di più agli Usa, presenti nell’edizione dello scorso anno”. 

La Cina visita le cantine Marramiero

Soddisfatto per l’organizzazione e l’agenda degli incontri anche Giovanni Chiavaroli, direttore dell’azienda Marramiero di Rosciano (Pescara). In cantina ha avuto la visita di un selezionatore che cura anche il mercato cinese. “Questa edizione è stata un buon tasting – commenta – che ha confermato Cina, Giappone, Russia, insieme al nord Europa, mercati appetibili per i nostri vini. E il lavoro è stato facilitato dal fatto che i buyer avevano le idee chiare: richiesta sia la linea classica dei vini per tutti i giorni sia la linea selezione”. “Siaft nasce come progetto di rete – commenta Vito Signati, direttore del Cesp, Azienda speciale della Camera di Commercio di Matera e ideatore del Siaft – che propone all’estero il “made in.  di 17 Camere di Commercio. L’obbiettivo raggiunto è fare internazionalizzazione attirando il mondo in Italia grazie a un’azione di networking“.
[Fonte Ansa, fonte immagine Ansa]

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