DIVERSAMENTE RADIO



DIVERSAMENTE RADIO

LA RADIO CHE ABBATTE LE BARRIERE

Nel 2005 ha visto la luce questo ambizioso progetto interamente progettato e realizzato da me insieme allo psicologo psicoterapeuta Massimiliano Barattucci.
Il progetto è stato realizzato grazie al contributo del Comune di Pescara ed è stato segnalato tra i Buoni esempi di Pubblica Amministrazione dal Dipartimento della Funzione Pubblica per l’efficienza delle amministrazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Risultati
Il progetto ha raggiunto diversi obiettivi

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Il progetto ha raggiunto diversi obiettivi tra i quali è doveroso citare la creazione di occasioni di incontro ed interazione per i diversamente abili, la creazione di opportunità informative per soggetti a rischio di esclusione sociale, la valorizzazione della realtà quotidiana dei diversamente abili, l’emersione di risorse, abilità e conoscenze, l’abbattimento di barriere fisiche, la creazione di opportunità formative per soggetti con handicap, lo sviluppo di un nuovo approccio alle politiche sociali che possa permettere di gestire in maniera innovativa, attraverso i media, i complessi bisogni di cui sono portatori i soggetti che hanno difficoltà di integrazione sociale.
Tra i risultati raggiunti vi è, inoltre, l’ampia eco che il progetto ha avuto nei mass-media e sui siti nazionali che riguardano la disabilità: sarà sufficiente visionare i maggiori organi di informazione diretti ai disabili www.disabili.com, www.superabile.it, sito internet dell’Inail, www.sociale.it, il sito del Movimento europeo diversamente abili, e moltissimi altri. I referenti sono stati inoltre contattati da numerose associazioni, sindacati specifici e altri enti a livello nazionale per una possibile ripetizione del progetto in altre regioni (vedi rassegna stampa allegata). Questo sta a dimostrare, oltre che l’assoluta novità dell’idea, anche l’efficacia che operatori del settore che già da anni si occupano di disabilità hanno riscontrato nell’applicazione di questo progetto al mondo della disabilità come tecnica riabilitativa. L’esperimento ha infatti trovato i suoi punti di forza non tanto nella forzata integrazione dei soggetti in una realtà mediatica, quanto piuttosto nello sfruttamento massiccio di tutte le loro attitudini e le loro modalità di comunicazione e dei loro stessi gusti musicali. Una preparazione complessa, visto anche il diverso grado di difficoltà che ciascun utente ha avuto nel rapportarsi con i microfoni e con il potenziale pubblico.

Prima parte: conoscersi e progettare
L’incontro con gli operatori dei centri, con gli educatori e con i volontari è stato immediatamente cordiale e disponibile ad un approccio disinibito all’iniziativa. I referenti sono stati accompagnati nelle strutture che hanno aderito (Anffas, Don Orione e Casa famiglia “Airone”) e sono stati introdotti agli utenti dei centri che avevano già conosciuto dai mezzi di informazione e poi scelto di partecipare all’esperienza “Diversamente radio”.
I soggetti che hanno aderito all’iniziativa hanno così fatto la conoscenza dei referenti ed hanno stabilito assieme a loro e agli operatori le date degli incontri preparatori e delle messe in onda delle puntate, anche in base agli impegni già in calendario.

Seconda parte: costruire le puntate
Da subito la vivacità e la loquacità dei partecipanti ha giocato a favore di una molteplicità di problematiche da trattare: l’attività dei centri nei quali essi svolgono vita sociale, la necessità della stessa per non restare soli, le carenze della città rispetto alle problematiche che i disabili devono affrontare ogni giorno, il rapporto dei disabili con il teatro (che è stato terreno comune di discussione, visto che tutti i partecipanti avevano una esperienza in merito), per poi passare ad argomenti più “natalizi” – visto il periodo di messa in onda delle puntate – sui gusti in merito al cenone, sulle attività dei centri, su quello che il Natale dovrebbe significare per ciascuno di noi. Il gruppo di utenti si è poi misurato con un’altrettanto varia scelta musicale rispetto ai brani preferiti da inserire nelle puntate come intermezzi e come basi.
Nella fase successiva a questa sorta di brainstorming è stata stilata una scaletta degli argomenti con una bozza di copione, redatto con l’unico scopo di facilitare la memoria degli argomenti da trattare. Insieme è stata poi realizzata una sigla introduttiva, sulla falsa riga dello spot che è andato in onda per tutto il mese di dicembre sulle frequenze di “Radio Città”.

Terza parte: on air (in onda)
La messa in onda vera e propria della puntata è stata preceduta da una familiarizzazione con gli studi e con le attrezzature tipiche di uno studio radiofonico. Gli utenti hanno visitato la sede della radio, hanno chiesto di sapere a cosa servissero certe strumentazioni, hanno preso confidenza con il microfono ed infine hanno trovato posto ed indossato le cuffie, pronti ad andare in diretta. Prima di dare l’avvio alla puntata c’è stato un momento di ripasso del lavoro fatto in precedenza.
Una volta in onda, i risultati ottenuti sono stati di gran lunga superiori alle aspettative e superato un primo momento di comprensibile emozione i conduttori hanno dato vita a due puntate allegre ed emozionanti, spontanee e profonde.
Sia gli operatori dei centri che hanno partecipato, sia gli utenti, si sono mostrati soddisfatti e disposti a ripetere l’esperienza anche come appuntamento costante durante l’anno. La trasmissione ha avuto un buon ascolto, dimostrato anche dall’alto numero di telefonate che sono giunte alla redazione di “Radio Città” nei giorni seguenti per conoscere le date delle nuove puntate.

Prospettive
Il progetto è estendibile ad amministrazioni ed enti certamente più grandi di un consiglio di quartiere, e permetterebbe la possibilità di operare con un numero maggiore di utenti e risorse. La trasferibilità del progetto è pressochè totale e permetterebbe il consolidarsi di politiche sociali continue nel corso del tempo e non limitate ad un breve periodo. L’unica discriminante è l’esistenza di una emittente radiofonica che copra il territorio.
E’ utile ricordare che l’utilizzo della tecnologia e dei mass-media permette di ridurre i pesanti costi di mobilità dei diversamente abili (che possono sfruttare il media per “incontrarsi”), ed i ancora più gravosi costi delle risorse umane impiegate (familiari e operatori) per l’assistenza e la mobilità stessa. Ulteriori costi sarebbero ridotti nel caso in cui una iniziativa simile si allargasse a livello regionale e nazionale.

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