blogging per ecommerce

Perché ti serve un blog per vendere con il tuo ecommerce

Aprire un ecommerce è l’idea che moltissimi oggi provano a realizzare e forse anche tu hai pensato una volta di avviare un negozio elettronico per qualche articolo di tuo interesse o per le tue creazioni handmade.

Il fatturato del commercio elettronico è certo in aumento: “As a 2016 poll in the Wall Street Journal found, for the first time more than half of purchases in the US are now made online, meaning that no retailer can afford to neglect the online market” (fonte: Ecommerce Ranking Factors 2017). Qui c’è scritto che nel 2016 (negli USA) oltre la metà degli acquisti è avvenuta online pertanto non è più possibile, per qualsiasi commerciante, ignorare il mercato elettronico.

Giustamente anche in Italia tanti decidono di investire su un ecommerce. Tuttavia permangono ancora tanti luoghi comuni sulla faccenda. Iniziamo dalle baggianate:

    1. Aprire un ecommerce costa poco
    2. L’ecommerce si gestisce da solo (e io devo solo contare i soldi…)
    3. Ho un amico che ha fatto un sacco di soldi con un ecommerce del cavolo
    4. Devo solo fare il sito e metterlo online, mi hanno detto che con WordPress è un attimo

 

Sarà che sono abruzzese (e quindi “capatosta”) ma ho sempre diffidato dalle soluzioni che come-hanno-fatto-gli-altri-a-non-vederle-fin’ora. Per natura sono portata a cercare di capire bene, a voler toccare con (la mia) mano, prima di partire in quarta.

Ecco perché quando qualcuno mi dice che vuole aprire un ecommerce e mi chiede consiglio su come fare, gli dico più o meno quello che segue.

Cosa trovi in questo articolo:

  • Le baggianate più frequenti sul mondo degli ecommerce
  • 5 fattori che determinano la riuscita del tuo progetto di ecommerce
  • Come acquisire traffico (= potenziali clienti)
  • Il blog come principale fattore di ranking per un ecommerce

Aprire un ecommerce è un lavoro e ci vogliono investimenti seri

Chiarirò con questo paragrafo le baggianate di cui sopra perché sono tutte figlie dell’idea malata che basta  un’intuizione per fare quattrini. 

Sarei più propensa a dichiarare che una buona intuizione è il principio di un’attività che potrebbe diventare redditizia ma se (e solo se) ci investi sopra, se ci scommetti. Devi ragionare da imprenditore, insomma.

Se questa è la tua intenzione ricorda che esistono 5 fattori che determinano la riuscita del tuo progetto:

    • Per vendere online bisogna saper… vendere
      Hai esperienza in questo? Sai quali sono i processi e come si gestisce un negozio? Hai mai lavorato o gestito un negozio fisico? La teoria è importante ma ancora di più lo è la pratica perché scoprirai che non tutto dietro un business funziona così come immagini da cliente.

 

 

    • Quanti soldi puoi/vuoi investire sull’impresa? Realizza un business plan
      Come detto, avere un ecommerce è un lavoro vero. Solo se lo intendi in questo modo ci sarà qualche possibilità che arrivino soddisfazioni anche in termini economici.
      Il business plan diventerà il tuo migliore amico almeno per i primi 3 anni di attività e ti renderai presto conto che, considerando gli investimenti fatti e le ore/lavoro dedicate, un ecommerce efficiente e redditizio non può avere un bilancio inferiore ai 200 mila euro/anno e che probabilmente nei primi tempi lavorerai gratis.

 

    • Produci tu oppure hai bisogno di fornitori?
      In moltissimi casi, nella maggior parte forse, chi mette su l’ecommerce non è anche produttore di ciò che vende, proprio come accade nei negozi fisici. Non c’è niente di male in questo ma ricordati che la scelta dei fornitori sarà fondamentale per la riuscita del progetto. Selezionali con cura prima di partire, stabilisci i termini del vostro rapporto per iscritto e assicurati che conoscano e condividano i termini della tua attività.

 

    • Hai valutato anche il Marketplace?
      Nel mondo delle vendite online esistono più possibilità, anche se molto spesso si tende a racchiuderle tutte sotto il nome generico di “ecommerce”. Esistono gli ecommerce “monomarca”, piccoli o di settore ma ci sono anche Amazon, Ebay, Alibaba e Etsy, gradi piattaforme che gestiscono una miriade di prodotti e che ti permettono di aprire un “negozio” e/o vendere i tuoi prodotti al pari di un ecommerce. Nel secondo caso, tecnicamente, si parla di marketplace e a volte potrebbe essere una soluzione assai vantaggiosa.

 

Per capire cosa è più conveniente per te, puoi leggere questo mio articolo che parla della differenza tra ecommerce e marketplace 

Acquisire traffico per un ecommerce: come si fa?

The rules on the internet are quite different from on the High Street, where the guiding principle is “location, location, location”. Online, the Google search results page is the decisive location. Being found there – ranking high on the page – is a prerequisite for getting attention and turning visitors into paying customers.

 

Cosa significa questa frase? Lo spiego qui.

I tuoi potenziali clienti, fatti salvi quelli che conosci personalmente, hanno bisogno di trovare il tuo negozio da qualche parte.

Esattamente come accade offline nelle strade delle nostre città: se sei Zara o H&M è tutto semplice, si tratta di brand noti, il pubblico li cerca direttamente perché li conosce. “Dov’è Zara? Dove si trova H&M più vicino?” Sono queste le domande che chiunque potrebbe rivolgere a un’amica o a un passante per strada. Ancor più facile su Google, magari dallo smartphone, dove basta inserire il nome del brand per ottenere l’indicazione (con tanto di mappa) dei punti vendita più vicini e raggiungerli grazie al collegamento con Maps.

Se hai appena tirato su la saracinesca del tuo negozio, però, tutto si complica. Come puoi acquisire clienti? 

Seguendo l’esempio del negozio offline la risposta è semplice: “Investo sull’affitto di un locale nelle vie del centro città e molte persone passeranno davanti al mio negozio. Con una bella vetrina attraente i potenziali clienti entreranno”. (location, location, location) Giusto! Devi però investire budget sull’affitto di un locale in centro (oltre che sull’apertura del negozio) e chiedere la consulenza di un bravo visual merchandiser.

Torniamo online: con un ecommerce come funziona? Se non hai il capitale per affrontare un battage pubblicitario su larga scala sarà ben difficile che qualcuno digiti esattamente il tuo nome per venire a trovarti nel tuo negozio, dico bene?

Per acquisire clienti devi innanzitutto acquisire traffico che nella maggior parte dei casi ti arriverà dritto, dritto da Google e in qualche caso anche dai social network.

ESEMPI:

Quel che accade è che se Tizia sta cercando una borsa artigianale, digita su Google “borse fatte a mano” oppure “borse handmade” o simili. Ecco – più o meno – i primi 4 risultati che otterrà (quelli dove si concentra la maggior parte dei click):

Ricerca borse fatte a mano su Google

Il primo risultato è di un social (Pinterest) il secondo e il terzo sono Marketplace, il quarto è un articolo sul blog di Donnamoderna.

Un caso? Ecco un altro esempio con la ricerca di un vino:

serp montepulciano d'abruzzo

La “posizione zero” è riservata a Google Shopping dove trovano posto le inserzioni a pagamento di vari ecommerce, con in testa uno tra i più grandi: Tannico. Più in basso c’è vinit.net una delle più longeve guide enogastronomiche online specializzata nel settore vino. Al suo interno, la maggior parte delle pagine è dedicata ad articoli e news. In seconda posizione c’è Wikipedia e poi un articolo sul sito del Consorzio di Tutela dei vini d’Abruzzo.

Non c’è una sola scheda prodotto tra questi risultati, né un ecommerce (a parte la pubblicità).

Cosa deduco da questi due esempi?

  • Che le pagine meglio posizionate hanno tante parole, per questo molte volte sono articoli;
  • Che i marketplace sono più “forti”
  • Che i social network sono molto importanti

 

I contenuti sono fondamentali per vendere con il tuo ecommerce

ricerche su google

Fonte img: Searchmetrics – Ecommerce Ranking Factors 2017

Non è che sia solo una mia deduzione osservando due pagine di risultati di ricerca (Serp). Il fatto che ti serva un blog per vendere con l’ecommerce è chiaro anche dall’ultima ricerca di Searchmetrics (2017) sui principali fattori di ranking per il mercato online. 

Secondo questo studio annuale viene fuori che le pagine di ecommerce meglio posizionate su Google contengono mediamente più di 2.000 parole (2.071 per nella top 10), il che significa che queste pagine sono prevalentemente testo, dunque articoli anche piuttosto ricchi e approfonditi.

The word count for eCommerce URLs in the top 10 is around 25% higher than the average across all sites ranking on google.com. This might seem surprising at first, but eCommerce URLs often contain detailed product information and/or product tests, including structured content. However, for specific product pages, large quantities of content will not always mean high quality content. Instead, the aim should be to provide appropriate information on the product, answers to users’ questions, and reviews – this will create a page that is in line with the user intent […]

 

Traduco sintetizzando: Le pagine di ecommerce nella top 10, contengono mediamente il 25% di testo in più della media. Potrebbe essere un dato sorprendente ma ciò significa che queste pagine contengono dettagliate informazioni su prodotti, test sui prodotti e contenuti strutturati (post!). Attenzione, però: il contenuto deve essere di qualità, non deve essere solo “tanto”.

L’obiettivo deve essere quello di creare una pagina che dia appropriate informazioni sul prodotto, risponda alle domande dei clienti e dei potenziali clienti, contenga recensioni. Questo rende una pagina prodotto davvero in linea con le intenzioni dell’utente che la trova e decide di cliccarvi sopra.

Quello che la citata ricerca di Searchmetrics ti dice è che i tuoi potenziali clienti sono già online e ogni secondo pongono delle domande al motore di ricerca che riguardano la tua attività. Che tu ti occupi di vino, di psicologia, di mattoni o di qualunque altro prodotto o servizio, puoi intercettare potenziali clienti dando risposte complete, soddisfacenti, veritiere e chiare alle loro domande e alle loro richieste.

Vuoi offrire contenuti di qualità? Usa il tuo blog aziendale

Non c’è luogo migliore del blog  per offrire contenuti approfonditi, di qualità, fruibili e condivisibili, ovvero tutto quello che ti serve per diffondere al massimo informazioni preziose su quello che circonda il tuo lavoro.

Grazie ai tuoi contenuti potrai portare traffico sull’ecommerce e avrai una possibilità di mostrare i tuoi prodotti o servizi e far sapere di cosa ti occupi e quanto tu sia competente. Potrai insomma aggiungere valore a quel che fai.

Moltissime aziende in Italia hanno già compiuto questa piccola “rivoluzione” digitale e hanno inaugurato con successo una sezione blog affiancata all’ecommerce.

Se hai bisogno di una consulenza contattami ora

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