Export manager: secondo il Sole24Ore è tra le professioni più ricercate e più pagate

In Italia le aziende cercano sempre di più profilo che possano aiutare ad incrementare i traffici di merci e servizi all’estero, in particolare le aziende del settore enologico ed enogastronomico. Niente di nuovo per noi, che da tempo sosteniamo la necessità di formarsi in tal senso per trovare il proprio posto in un mercato del lavoro in contrazione.

“Nel vino, vecchia colonna della made in Italy, i volumi di esportazione delle cantine più blasonate viaggiano (quasi) sempre sopra il 60%-70%. Niente di strano se tra le figure più ambite dalle società si fa largo l’Export Area Manager, testa di ponte per la vendita internazionale del prodotto. Lo stipendio, secondo l’elaborazione effettuata dall’osservatorio Wyser Way in collaborazione con Od&M, si aggira sui 54mila euro, su del 2,1% tra 2012 e 2013.  Le funzioni le spiega già il nome: pressing sui mercati esteri, negoziazioni, trasferte per la visibilità e la diffusione del marchio.”.

Una breve, esauriente introduzione alla professione preparata per il quotidiano economico più celebre d’Italia dal giornalista Alberto Magnani*. Informazioni sulla professione che chi mi segue da tempo ha già e che ci raccontano di un viaggio nelle professioni che cambia, al cambiare delle necessità del mercato. 

“L’inglese è il minimo, cinese, russo o spagnolo fanno la differenza su un pacchetto di clienti che si affaccia sui giganti di Asia e America Latina. «È vero che l’inglese resta un passparteout, ma se parli la lingua ‘finale’ il cliente è più felice – evidenzia Carlo Caporale, senior director Italy di Wyser – Senza contare che, al di là delle competenze comunicative, incide una conoscenza adatta della cultura commerciale straniera: regole, abitudini, strategie»”.

I dati di Vinitaly 2014: crescono i fatturati di vino e spumanti…

L’ultima, seguitissima manifestazione che riguarda il mondo wine, costituendo un indiscusso blasone per l’enologia italiana, è il Vinitaly di Verona che quest’anno ha realizzato – guarda caso! – studi di settore sul mondo dell’export manager del vino
“Ai giovani il settore piace, sia per lavorare – il 68% – che per investire. Sono 19423 le aziende agricole

specializzate in 141mila ettari di vigneto condotte da under 40. Ossia, il 12% delle 161716 aziende agricole giovani. Insomma, un giovane imprenditore su dieci scommette sul vino. E la scommessa è premiata. Il fatturato di vino e spumanti in Italia cresce del 3% e nel 2013 raggiunge il record di 9,3 miliardi.

… e crescono le possibilità di lavoro

E se il fatturato cresce, crescono anche le opportunità di lavoro. Tra vigne, cantine, distribuzione commerciale e attività connesse, nel 2013 sono circa un milione e 250mila gli italiani che hanno lavorato nel settore. Anzi, nei settori. Sono 18 infatti secondo Coldiretti quelli che ruotano intorno ai “grappoli”. Oltre ad agricoltura, vetro, commercio/ristorazione, trasformazione e sugheri, anche trasporti, assicurazioni, accessori, etilometri, vivaismo, imballaggi, ricerca/formazione, enoturismo, cosmetica, benessere, editoria, pubblicità e informatica. A ognuno il suo “vino” e soprattutto il suo approccio”.


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che partirà in settembre, in Abruzzo, contattaci subito utilizzando il form in alto a sinistra. Il Master è il primo del centro-sud Italia. Più informazioni puoi trovarle sul sito di Orienta Formazione 
[fonte immagini: www.caffeamodomio.com, www.wineaustralia.com]
[*Fonte IlSole24Ore: per l’articolo originale clicca qui
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