FONDI EUROPEI 2014-2020: L’ABRUZZO PREMIATO

L’Abruzzo tra le cosiddette “regioni di transizione” insieme a Molise e Sardegna: i fondi destinati saranno 1,125 miliardi di euro. Ora spetta alle Regioni accendere le risorse per mettere a frutto la possibilità di ripartire, offerta dall’Europa.

Chi vince e chi perde nella ripartizione della manna da 325 miliardi di euro dei fondi strutturali europei per il periodo 2014-2020? Può sembrare un gioco ma la partita in realtà è molto importante. Dopo il voto avvenuto in plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo sul bilancio pluriennale 2014-2020, la partita ai supplementari sui fondi Ue per i prossimi sette anni (speriamo di vacche grasse dopo i quasi sette anni di vacche magre) si può considerare finita ed è tempo di consuntivi.
Bruxelles metterà a disposizione 325 miliardi di fondi strutturali da ripartire tra i 28 Paesi Ue. Per l’Italia questo significa una dote che passa da 27 a 31,8 miliardi, di cui due miliardi e mezzo in più al Centro-Nord rispetto al periodo 2007-2013 con i maggiori benefici per Lombardia e Lazio, che guadagnano rispettivamente 830 e 417 milioni. Almeno va in questa direzione la proposta tecnica di riparto dei 7,8 miliardi di fondi Ue dell’obiettivo Competitività per il 2014-2020 presentata ai rappresentanti delle regioni del Centro-Nord nei giorni scorsi.
Poi sarà la volta della dotazione per le regioni del Mezzogiorno per spartire i 22,8 miliardi di risorse dell’Obiettivo Convergenza disponibili e della nuova categoria di regioni di transizione (Sardegna, Abruzzo e Molise) che devono dividersi 1,125 miliardi. Insomma l’Italia ha fatto bingo e ora spetta alle regioni non disperdere la manna che in passato non è stata sempre messa a buon frutto con la dovuta efficienza.
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