promozione attività professioniale sul web

Anche i liberi professionisti possono farsi conoscere usando il web

Se segui questo blog sai che, in un precedente articolo, ho già parlato dell’importanza di promuovere la tua attività online e di come questa forma di marketing e comunicazione, se organizzata in modo corretto e con contenuti di qualità, si riveli sempre una strategia vincente.

Investire sulla promozione web rappresenta ancora oggi, per molti imprenditori e professionisti, in special modo per quelli della “vecchia scuola”, un vero e proprio arcano, un aspetto della strategia aziendale innovativo e per questo, alle volte, ostico e di difficile comprensione.

Si parla semplicemente di “farsi pubblicità online”, ma quello che si ha davanti è un universo ampio e piuttosto complesso, che non riguarda solo il mondo dell’advertising, ovvero delle réclame, che invece ne rappresentano solo una piccola sezione. La promozione online per un professionista o per un’azienda potrebbe essere tante cose diverse e includere tanti strumenti. Quel che è certo è che è necessaria una solida base progettuale e, a monte, una chiara visione dell’obiettivo da perseguire attraverso di essa.

Come puoi verificare il tuo posizionamento su Google

ci sei su google?

Vesti per un attimo i panni del tuo cliente ideale (a proposito, sai come individuarli?): hai un problema di qualunque genere e sei alla ricerca di un professionista per risolverlo. La prima cosa che farai sarà naturalmente andare vicino al telefono di casa e sfogliare l’elenco delle Pagine Gialle alla voce di riferimento per cercare il primo della lista…

…Come dici? È una pratica superata che nessuno ricorda più?

Hai ragione: oggi la prima cosa che farebbe il tuo potenziale cliente, proprio come chiunque altro, sarebbe quella di tirare fuori smartphone, pc o tablet per “googolare” il problema. Appunto. Tu puoi essere trovato facilmente su Google?

Prova a fare una ricerca da solo.

Segui questi pochi passaggi:

Utilizza uno strumento che ti racconti come sei messo su Google

Incominciamo dalle cose più complicate. Come forse sai, se vuoi verificare “come si trova” il tuo sito internet su Google, non ti basta scrivere semplicemente sul motore di ricerca il nome della tua attività oppure una delle parole chiave più importanti per te (ad esempio se sei uno psicologo, potresti pensare di cercare il tuo nome e cognome oppure la parola psicologo+il nome della tua città). Non ti basta perché i risultati che otterresti sarebbero “falsati” da una serie di cose, in primis dalla tua cronologia di ricerca, ovvero dalla tua abitudine a usare Google in un certo modo.

Immagino che il tuo intento sia quello di capire qual è la tua visibilità di professionista per gli altri, non per te. Dunque no, non puoi cercare in questo modo, a meno che tu non voglia auto-ingannarti e gioire immotivatamente per risultati che non sono quelli reali.

Dunque ciò che devi fare è usare uno strumento, che ti dica in modo più o meno reale qual è il tuo livello medio di visibilità per chi cerca su Google quella parola chiave, indipendentemente dal fatto che ti conosca o no. Si tratta, in questo caso, di strumenti per lo più a pagamento, perché sono destinati a un utilizzo professionale (roba da SEO, per intenderci) ma ci sono delle buone opportunità anche gratis che ti saranno più che sufficienti per avere un’idea del posto che occupi nel web.

Lo strumento che voglio consigliarti di guardare è Ubersuggest, un tool che puoi utilizzare gratis (anche se solo parzialmente) e che ti serve per capire quali sono le parole chiave per le quali sei “messo meglio” (cioè sei posizionato meglio) sul motore di ricerca e in che posizione mediamente si trova il tuo risultato per le ricerche relative alla stessa parola chiave. Usarlo è molto facile: basta inserire la URL (cioè l’indirizzo) del tuo sito web dove c’è scritto “Inserisci un dominio o una keyword” e premere il tastone “Cerca”.

ubersuggest pagina iniziale

Ciò che accade dopo è che sarai reindirizzato su una pagina che ti offre una panoramica del dominio con tanto di grafici. Eseguendo il login con il tuo account Google puoi già vedere più informazioni. In ogni caso, se non vuoi lasciare i tuoi dati, puoi già avere una buona panoramica di ciò che succede grazie ai dati che leggi nella schermata. In particolare:

  • Parole chiave organiche: cioè il numero di parole chiave per le quali il tuo sito si posiziona (cioè è presente) sui motori di ricerca
  • Traffico organico mensile, da non confondere con il traffico reale del tuo sito web, rappresenta una stima di quante visite ricevi ogni mese grazie alle parole chiave organiche per le quali lo strumento ti segnala che sei posizionato
  • Domain score: una metrica che puoi lasciar perdere, non è importante per l’uso di puro “orientamento” che stiamo descrivendo a proposito di questo strumento
  • Backlink: un indicatore molto importate (e anche curioso) che ti indica quanti link ha ricevuto il tuo sito dall’esterno, e cioè quante volte un altro sito internet ha incluso nelle sue pagine un link verso una delle tue. Se ci clicchi sopra, potrai vedere anche una lista dei backlink principali e scoprire così “chi parla di te”. Potresti fare interessanti scoperte!

Per capire in modo semplice e immediato “come sei messo su Google”, puoi scendere giù nella pagina nella quale ti trovi, fino alla sezione “Keyword SEO”. Fuoco! Ecco l’elenco delle parole chiave principale per le quali sei posizionato sul motore di ricerca. Accanto a ogni parola chiave trovi alcune voci specifiche:

  • Volume: ti indica il volume di ricerca mensile medio di quella parola-chiave (una indicazione che non riguarda direttamente il tuo sito, ma la keyword in generale). Questa indicazione ti è molto utile per capire se c’è ricerca per quella parola chiave. Per tornare all’esempio dello psicologo, potresti accorgerti che è meglio lavorare sulla keyword “attacco di panico” piuttosto che sul tuo nome e cognome.
  • Posizione: questo numero ti indica qual è la posizione media che il tuo sito ricopre nella pagina dei risultati di Google per quella parola chiave. Se c’è scritto 1 vuol dire che, mediamente, sei in prima posizione! I tuoi potenziali clienti che cercano quella parola trovano te prima dei tuoi competitor. Se invece il numero è più alto di 1o, significa che sei in seconda pagina: l’ignoto…
  • Visite st.: questo numero indica quante visite orientativamente (st. sta per stimate) arrivano al tuo sito web ogni mese da quella keyword. Naturalmente si tratta di una stima, in base alla tua posizione media.

Se vuoi fare un altro passo ancora, puoi cliccare sulla singola keyword dall’elenco che abbiamo appena analizzato. Il sistema ti riporterà su una pagina che si chiama “Panoramica Keyword” che che analizza, nel dettaglio, la singola parola chiave. Qui puoi trovare altre idee per keyword simili da utilizzare sul tuo sito web.

Usa lo stesso strumento per cercare servizi che la tua azienda offre

Riparti dall’inizio, dalla pagina col tastone “Cerca” (quella dell’immagine precedente). Prova ad analizzare su Ubersuggest, anziché il tuo indirizzo, uno dei servizi che la tua azienda oppure tu come professionista offri. Scrivi ad esempio “Grafico Vicenza” oppure “Psicologo Napoli” o ancora “corso amministratore di condominio”.

In questo caso sarai rimandato direttamente alla pagina che offre una panoramica sulla keyword specifica e potrai guardare anche quali sono le idee migliori dalla rete (in termini di contenuti) oltre a capire quali sono i tuoi competitor. Un interessante strumento che è stato da poco implementato su Ubersuggest è un report (che trovi sotto il grafico della panoramica keyword) che ti offre un sunto della situazione prendendo due parametri importanti:

  • Numero di persone che cliccano sui risultati di Google (cioè se chi cerca, poi clicca o no)
  • Una divisione in fasce d’età dell’audience che cerca quella keyword (in base a dati di profilazione di Google stesso)

Sei in prima pagina con la tua attività? Bene! Ma non gioire prima di riflettere…

La cosa fondamentale è che tu ti metta nei panni di un tuo potenziale cliente che probabilmente non conosce (ancora) il nome della tua attività e che si limita, pertanto, a cercare su Google quello che in quel momento preciso a lui occorre sapere. Quindi chiediti se è davvero importante essere in prima posizione per il nome della tua attività o forse se potrebbe essere ancor più importante esserlo con ciò che fai, ovvero con il modo in cui i tuoi potenziali clienti cercano il loro problema che tu puoi risolvere. Insomma: hai capito. Se non sei Ferrari o Coca Cola è ben difficile che qualcuno si metta a cercare il tuo nome o il nome della tua azienda così, per vedere se c’è qualcosa che puoi offrire.

È assai più probabile che ad esempio, se mi sveglio con un mal di schiena, mi metta a cercare su Google: “Rimedi per il mal di schiena”, oppure “Esercizi per il mal di schiena”, oppure “Mal di schiena cause”, e così via, invece che cercare il nome specifico di un fisioterapista o di un chiropratico o di un osteopata o di un medico generico.

Dunque: non usare termini tecnici, non usare parole difficili, perché le keyword più importanti per te sono quelle che sono nella testa dei tuoi clienti. Pensa con la testa di chi cerca e magari sta anche facendo un’altra cosa nel frattempo (quindi cerca in modo generico, senza riflettere troppo sui termini). La maggior parte delle persone si rapporta a Google con un linguaggio quotidiano e semplice, addirittura generico, che diventa aderente sempre più alla lingua parlata (anche per il grande successo della ricerca vocale)

Perché tutti vogliono… viaggiare in prima (pagina di Google)

seo e inbound marketing per liberi professionisti

Ecco che essere in prima pagina, possibilmente tra le prime risposte che Google offre, potrebbe essere molto vantaggioso e portarti realmente dei nuovi clienti e aiutarti a incrementare il tuo fatturato. Il meccanismo è semplice: cercano un servizio, trovano te che lo offri, cliccano, danno uno sguardo a quel che dici, ti contattano. Oppure ancora più rapidamente, trovano te e ti contattano subito, senza neppure stare a guardare chi sei e da dove vieni: se sei tra le prime posizioni di Google devi essere per forza affidabile… (mediamente gli utenti si fidano delle risposte che trovano).

Ancora una volta, pensa a te, alla tua esperienza diretta, a come usi il motore. Cerchi un ristorante nei paraggi? Cerchi un osteopata che ti allevii il mal di schiena? Una palestra che offra un corso di crossfit? Google ti offrirà in pochi decimi di secondo centinaia di pagine di risposte. Quali guardi e clicchi? Le prime 4 – 6 posizioni, inserzioni pubblicitarie escluse.

Qual è il segreto per esserci? Il solito: un lavoro oculato, professionale e costante, possibilmente svolto da un professionista o da un’agenzia.

Quello di far crescere e curare la tua popolarità online – diciamo così per sintesi – ovvero lavorare al fine di far arrivare contatti e clienti grazie alla tua presenza sul web e sui social, è diventato un lavoro che esperti di marketing digitale e agenzie svolgono con grande perizia tutti i giorni. Le maniere sono tante, si possono fare campagne pubblicitarie, si possono curare contenuti e siti, si possono sviluppare pagine social efficientissime.

Ognuna di queste maniere è la migliore per un determinato obiettivo. Un professionista che si occupa di digital marketing saprà consigliarti la strategia più efficace.

⇒ Se vuoi leggere sapere come queste parole si trasformano in pratica, qui trovi un case history

Quanto costa farsi pubblicità online?

Creare e gestire una pagina Facebook aziendale, ideare campagne su Google Adwords, elaborare un’efficace attività di content marketing sono attività in grado di proiettare il lavoro ordinario di una compagnia o un di libero professionista su un nuovo piano e su nuovi orizzonti di business. Ma qual è nello specifico l’investimento necessario a realizzare tutto ciò?

La domanda posta in questo modo, ovvero senza entrare nello specifico del tuo progetto, è senza dubbio vaga e non posso purtroppo darti una risposta secca in termini di euro: gli investimenti che puoi scegliere di fare sono diversi e sono ritagliati sulle opportunità che vorresti cogliere, sul livello della concorrenza, sui tipo di audience che costituisce il tuo buyer ideale, sul genere di attività promozionale che scegli di adottare.

Tuttavia le strade non sono infinite: eccone alcune che puoi decidere di adottare, anche combinandole tra loro:

#1 Google Ads: inserzioni a pagamento sul motore di ricerca

Ads è il tool di Google che permette di studiare, ideare ed organizzare vere campagne pubblicitarie sul motore di ricerca.

Semplificando al massimo, grazie a questo strumento, il tuo sito web potrà comparire tra i primi risultati di una ricerca (ad esempio per “Psicologo a Roma”) per un dato periodo di tempo. Il tuo annuncio comparirà in testa ai risultati di ricerca, nello spazio che Google dedica alle inserzioni, contrassegnato dalla dicitura Annuncio, come nell’esempio qui sotto.

ricerca esempio

 

Non si tratta dunque di una posizione che conserverai per sempre, ma è legata alla tua capacità di investimento e a come è strutturata la campagna.

Non è facile realizzare delle campagne Ads efficaci, e che portino delle conversioni interessanti (facendoti dunque rientrare delle spese) anche perché il tool è in continua evoluzione, oltre che permettere di settare un amplissimo panorama di opzioni dentro le quali è facile perdersi. Se vuoi lanciare la tua attività e iniziare facendoti conoscere con una campagna a pagamento su Google ti consigliamo di rivolgerti a un esperto della materia che ti sappia orientare nell’enorme panorama a disposizione.

#2. Campagne su Facebook o su altri social

fare una campagna su facebook

Quasi tutti i profani che decidono di sponsorizzare contenuti e pagine sul social network più usato dagli italiani lo fanno per uno scopo: guadagnare più fan o più follower, che dir si vogliano, oppure portare un po’ di click al proprio sito web.

Creare una campagna, ad esempio su Facebook, non sembra affatto difficile, vista anche la presenza di uno strumento dedicato (un gestore delle inserzioni) abbastanza intuitivo. Per farlo dovrai avere chiaro il tuo budget di spesa, che può andare da poche decine di euro fino a qualche centinaia, i profili generici della tua audience ideale e un’idea di un’area territoriale da coprire. Ma purtroppo non è tutto qui.

Anche in questo caso lo strumento di gestione delle inserzioni può essere utilizzato a vari livelli, in modo “amatoriale” o in modo professionale. I risultati, naturalmente, saranno commisurati al grado di conoscenza e di abilità di chi crea la campagna: se propendi per il fai-da-te, i risultati saranno da “nozze coi fichi secchi”, se decidi di farti aiutare da chi studia il social advertising dalla mattina alla sera i risultati saranno, con molta più probabilità, più soddisfacenti.

Usando questo strumento promozionale in modo improprio, rischi infatti – nella migliore delle ipotesi – di spendere soldi inutilmente. Nel caso peggiore potresti addirittura danneggiare la tua attività perché gli algoritmi del social si “nutrono” anche dei feedback del pubblico.

#3 Porta i clienti “a casa tua”: blog e storytelling

L’attività di content marketing, ossia relativa alla creazione di contenuti sempre nuovi, aggiornati e accattivanti grazie ai quali poter creare interesse in merito al tuo lavoro è, o dovrebbe essere secondo me, uno dei focus principali della tua professione, qualunque essa sia (la mia opinione è, ovviamente, di parte e per questo non sei obbligato a crederci sin da subito :D).

Il grande vantaggio di questo tipo di lavoro è che avrai modo di rivolgerti direttamente ai tuoi potenziali clienti, raccontando e spiegando in una forma leggera, cordiale e non invasiva, la tua attività e le tue specialità, potrai inoltre rispondere subito a domande frequenti, un tipo di contenuto molto apprezzato dai naviganti che si rivolgono alla rete proprio per trovare delle risposte, dei consigli, delle storie di chi “ci è già passato”.

Sarà proprio grazie ai tuoi contenuti e alla loro sapiente condivisione sui canali social che, dopo un lavoro di qualche mese, anche Google inizierà ad accorgersi dell’importanza delle tue pagine, valorizzandole e facendole “salire di posizione”. Quelle che conquisterai per determinate query di ricerca saranno posizioni che potrai conservare per molto tempo, almeno fin quando qualcun altro non avrà la costanza, l’autorevolezza e la forza di lavorare come e più di te su quelle parole-chiave.

Questo “modo” che appoggia le sue basi sui contenuti (testi, ma anche video, immagini e altro) è una somma di content marketing e SEO e sta diventando sempre più utilizzata.

⇒ Se vuoi saperne di più e questa possibilità ti incuriosisce, ti consiglio di consultare questa mia pagina dedicata all’Inbound Marketing. Dopo una introduzione troverai una serie di articoli che spiegano in modo più approfondito le potenzialità di questa tecnica da differenti punti di vista.

Migliora la tua presenza su internet: alcuni consigli (di base) utili

promozione sul web per liberi professionisti

Per concludere voglio lasciarti con una piccola lista di buone pratiche essenziali, una specie di “lista della spesa” che qualsiasi professionista che si affaccia sulla rete dovrebbe prendere in considerazione.

  • Scegli un’immagine coordinata

Uniformare avatar, copertine, colori e immagini sulle diverse vetrine online (profili social, sito) permette di acquisire una maggiore coerenza e una riconoscibilità della tua figura professionale e della tua immagine. Fermati un momento e pensa a come puoi lavorare su un’immagine originale e creativa, in grado di ispirare fiducia e professionalità a chi la osserva.

Scegli un logo, una foto da usare su tutti i social, dei colori che ti rappresentano, se vuoi anche un font grafico da usare nel tuo blog e che sia professionale nel modo giusto. Ti sembra poco ma anche questo aiuterà tutti i tuoi contatti ad individuarti più facilmente e a riconoscerti.

  • Gestisci la tua presenza attiva

Una volta creati, i servizi vanno gestiti. Il tuo sito web va aggiornato con costanza e le tue pagine social vanno fatte “vivere”. Il motivo è duplice, ma in entrambi i casi è semplice da comprendere: da un lato c’è Google e i suoi algoritimi che tengono conto del fatto di quanto un sito sia attivo o meno; in secondo luogo ci sono i tuoi visitatori, i tuoi potenziali clienti: puoi anche dare le indicazioni migliori del mondo al tuo pubblico, ma se non mostri che sei attivo qualcuno potrà pensare anche che la tua azienda o la tua attività abbia cessato di essere. Quanti siti di attività che non esistono più sono ancora online?

Per i social la questione è la medesima, anzi, se vogliamo è ancora più importante. Avere una pagina aggiornata significa essere più visibili, più interessanti, avere più possibilità di farsi notare. Inoltre sui social sarà più facile essere contattati da amici, conoscenti o potenziali clienti attraverso messaggi privati o commenti. Assicurati di rispondere sempre a tutti, in modo garbato e nel più breve tempo possibile.

  • Presenza, attività, costanza: ma cosa pubblicare e come pubblicare?

Per essere efficace, un post sui social così come un articolo su un blog, deve rispettare alcune caratteristiche relative a forma e contenuto. Ciascuno di questi punti merita un articolo a parte e infatti, onde evitare di essere troppo generica e superficiale su due questioni a mio avviso cruciali, ti rimando a due link che trattano nello specifico questi argomenti.

Nel caso dei contenuti ti invito a leggere qualcosa a proposito di content marketingovvero di quella disciplina del marketing digitale che mette articoli, immagini, infografiche, video e altri materiali al centro di una strategia di “attrazione dei potenziali clienti”.

Il marketing dei contenuti si occupa di produrre risposte, spiegazioni, guide, tutorial, repertori, strumenti e “robe” per i clienti affinché si possa aumentare la propria credibilità, reputazione, attendibilità, fama e popolarità attraverso la presenza virtuale. Personalmente credo che per un professionista questo sia l’aspetto più importante di tutti e può portare davvero ad un incremento sensibile del proprio business.

Quanto alla forma da dare alla tua presenza online, penso che la maggior parte delle buone norme da seguire sia riassunta efficacemente in questo articolo scritto qualche tempo fa da Riccardo Esposito su SeoChef. Qui troverai elencati e spiegati, con grande chiarezza e semplicità, 7 step fondamentali e di base per gestire la tua presenza sul web.

È tempo di iniziare

Lo so, sono tante cose, sembra un monte ripido da scalare. Credimi, però: è solo questione di organizzazione e di priorità. Magari un sito web ce l’hai già e ha bisogno solo di una “rinfrescata”: sei a buon punto.

La cosa migliore che tu possa fare ora è parlare con qualcuno che sappia consigliarti la strategia migliore e che possa preparare un piano d’azione, in modo che tu possa valutare tempi, impegno ed avere anche una stima dell’investimento da sostenere.

Naturalmente io ci sono: puoi scrivermi subito una mail e ti risponderò volentieri, al più presto.

Buon lavoro!

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